Dal gennaio 2035 i dipendenti della pubblica amministrazione che lasciano il lavoro per raggiunti limiti di età o di servizio riceveranno subito il trattamento di fine servizio, come avviene nel settore privato. La legge di bilancio destina all'operazione 3,1 miliardi di euro e cancella per questa platea il pagamento a rate della buonuscita.
Per chi esce per anzianità o perché trova lavoro nel privato resta invece il calendario attuale: 24 mesi di attesa per la prima rata e poi rate annuali dal valore massimo di 50mila euro l'una, fino alla terza che chiude i conti a prescindere dall'importo. I trattamenti di fine servizio superiori a 100mila euro continuano quindi a farsi attendere cinque anni, spesso allungati da intoppi amministrativi.
Le nuove regole torneranno davanti alla Corte costituzionale il 14 gennaio, data dell'udienza finale fissata per dare al governo il tempo di intervenire.
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