Pedro Abramovay, vicepresidente di Open Society Foundations (OSF), ha lanciato l'allarme a margine dell'Assemblea generale dell'Onu: a sette mesi dallo scoppio della guerra in Iran il rischio è una grave crisi alimentare globale.
La chiusura dello Stretto di Hormuz, la disponibilità di fertilizzanti e il costo del cibo sono i tre fattori indicati. Le pressioni ricadono soprattutto sui Paesi in via di sviluppo, dove l'aumento dei costi di carburante e fertilizzanti può ridurre i raccolti. A pesare anche gli effetti della guerra in Ucraina su grano e cereali e le attese per un forte El Niño.
Ha chiesto soluzioni multilaterali: consentire il passaggio dei fertilizzanti attraverso il blocco nello Stretto di Hormuz e delle granaglie dal Mar Nero, proteggendo i piccoli agricoltori.
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