A tre anni dall'attacco del 7 ottobre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu presenta la risposta di Israele come una prova di resilienza e di successo militare, mentre si avvicinano le elezioni politiche del 27 ottobre.
Gli oppositori concentrano l'attenzione sul ruolo avuto da Netanyahu nei giorni precedenti l'attacco: i governi di Emirati Arabi Uniti ed Egitto lo avevano avvertito della minaccia di Hamas, ma gli avvertimenti non sarebbero stati trasmessi ai vertici della sicurezza israeliana, che ne avrebbero ricevuto una versione ridimensionata.
Netanyahu ha definito quelle ricostruzioni "una menzogna assoluta" e il suo ufficio ha negato di aver ricevuto simili avvertimenti. Il generale Gadi Eisenkot, tra i principali sfidanti alle elezioni, chiede una commissione d'inchiesta sui fallimenti della sicurezza, proposta a cui Netanyahu si oppone.
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