Diffuso il 2 ottobre, un sondaggio online su 1.200 maggiorenni condotto dalla Swg per la Fondazione Barbara Berlusconi rileva che in Italia quasi un maggiorenne su tre ritiene che lo smartphone abbia peggiorato la propria vita: la quota è passata dal 17 per cento del 2023 al 31 per cento.
Il 69 per cento vorrebbe fissare almeno a 16 anni l'età per l'accesso ai social; il 55 per cento indica il modello australiano, con il divieto di profili prima dei 16 anni. L'81 per cento vuole impedire agli sconosciuti di contattare i profili dei minorenni.
Il 45 per cento teme conseguenze negative dalle restrizioni, come minori occasioni di socializzazione. Per il 76 per cento la tutela dei minori dipende soprattutto dall'educazione digitale, e i genitori sono indicati come primi responsabili, prima di piattaforme, istituzioni e scuola.
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