Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone hanno ampliato esercitazioni congiunte, condivisione in tempo reale dei dati di allerta missilistica e consultazioni ministeriali. A ottobre 2026 resta però scoperta la logistica di un conflitto prolungato: nessun comando congiunto, nessuna scorta unificata, risorse di difesa che restano sotto controllo nazionale.
Il punto più fragile è l'asse Seul-Tokyo. Entrambi hanno accordi di acquisizione e servizi incrociati con Washington — il Giappone anche con Australia, Regno Unito, Canada e Francia — ma tra Corea del Sud e Giappone non esiste alcun accordo logistico reciproco: manca un quadro legale per rifornimenti, munizioni e supporto medico.
Negli Stati Uniti la legge 10 USC 8680 limita la manutenzione delle navi da guerra con base in patria nei cantieri esteri. Seul richiede l'autorizzazione di presidente e parlamento perché navi o aerei giapponesi entrino nelle proprie acque o nel proprio spazio aereo; Tokyo resta vincolata dai limiti costituzionali all'autodifesa collettiva.
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