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Ieri sera, intorno alle 21, le app di emergenza sui cellulari ucraini hanno diffuso falsi allarmi di attacco nucleare e chimico, notifiche di combattimenti nelle strade di Kiev e l'annuncio del lancio di missili balistici Oreshnik. L'aeronautica ucraina ha disattivato le notifiche e ha avvisato via Telegram che l'app era stata hackerata e che non esisteva alcuna minaccia di radiazioni; il ministero della Trasformazione digitale ha invitato la popolazione a seguire le sirene e gli altri sistemi rimasti attivi.

Entro tre ore gli stessi problemi si sono propagati sull'app di emergenza russa, con false segnalazioni di raid su numerose città. Il ministero per le Emergenze di Mosca ha ammesso che il sistema informatico ha subito un ingente cyberattacco, che ha permesso di inviare notizie false.

Per Pierguido Iezzi, direttore Cyber di Zenita Group, la finalità di Mosca è tattica: chi riceve un falso allarme durante un bombardamento esita a mettersi al riparo quando arriva quello vero. La risposta di Kyiv, sostiene, è invece una scelta strategica.

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