L'azienda statunitense Anthropic, che sviluppa il chatbot Claude, ha introdotto la scorsa settimana una norma che vieta i comportamenti abusivi o crudeli, reiterati e senza uno scopo riconoscibile, nei confronti dei propri modelli di intelligenza artificiale. La regola non si applica alle normali sfuriate di frustrazione degli utenti.
L'azienda ha precisato che interverrà solo in casi estremi, quando un utente agisce ripetutamente in modo crudele e senza un fine preciso; nella maggior parte dei casi la conseguenza sarà la chiusura della conversazione da parte di Claude, comportamento che il chatbot adottava già. A motivare la decisione è l'ipotesi, remota ma non nulla, che i chatbot possano avere una qualche forma di coscienza.
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