La Giordania resta uno dei principali alleati militari degli Stati Uniti in Medio Oriente, nonostante i rapporti tesi tra re Abdallah II e il presidente Donald Trump. Quest'anno il Congresso statunitense ha stanziato oltre 2 miliardi di dollari per Amman, il terzo importo più alto al mondo, e a settembre il comando centrale Usa ha definito i legami militari tra i due Paesi più solidi che mai. Dopo il ritiro delle truppe americane dall'Iraq, a fine settembre Washington ha trasferito in Giordania il quartier generale della coalizione anti-Isis.
Sul piano politico il rapporto è però distante: durante una visita negli Stati Uniti di quasi cinque settimane, quest'estate, il re non ha ottenuto un incontro con Trump, che non ha chiamato il sovrano dopo l'attacco iraniano di luglio alla base aerea di Muwaffaq Salti, in cui sono morti tre soldati americani. Secondo un sondaggio Arab Barometer, solo il 12% dei giordani guarda con favore alla politica estera di Trump.
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