La Commissione europea ha ribadito ieri, martedì 20 ottobre, la contrarietà dell'Unione alle nuove trivellazioni petrolifere e gasifere nell'Artico. La nuova strategia per la regione chiede di lasciare nel sottosuolo le riserve di petrolio, carbone e gas e di bloccare gli sviluppi che minacciano l'ecosistema artico.
Rispetto al 2021, Bruxelles rinuncia però all'impegno a perseguire un divieto giuridico internazionale e a rifiutare gli acquisti da quei giacimenti: convincere altri Paesi a cooperare è diventato più difficile, ammette un funzionario UE.
La decisione arriva mentre gli stoccaggi di gas dell'Unione si fermavano al 74% il 14 ottobre, contro una media quinquennale dell'86%, e la settimana scorsa il prezzo di riferimento olandese TTF ha toccato 86,03 euro per megawattora. La Norvegia, primo fornitore di gas dell'Europa, ha chiesto a Bruxelles di rivedere la posizione.
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