Il Parlamento unicamerale del Burkina Faso, l'Assemblea legislativa popolare, ha approvato all'unanimità il ripristino della pena capitale, parte di una riforma complessiva del codice penale. Il provvedimento risale a mercoledì 21 ottobre; il Paese dell'Africa occidentale è guidato dalla giunta militare presieduta da Ibrahim Traoré, al potere dal colpo di Stato del 2022.
La pena di morte potrà essere inflitta per atti di terrorismo, spionaggio, tradimento, parricidio e per l'importazione di prodotti scaduti o proibiti che causino la morte. Il nuovo testo prevede anche sanzioni più severe per la corruzione e la responsabilità penale per la propaganda e la pratica dell'omosessualità, oltre a pene più dure per macellazione ed esportazione illegali di alcune specie animali e per reati legati alla sicurezza stradale.
La riforma capovolge il codice del 2018, che aveva abolito la pena di morte. L'ultima esecuzione nel Paese risale al 1988.
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