Canada, Brasile e Stati Uniti hanno toccato quest'anno livelli record di estrazione di greggio. Le stime indicano che la produzione complessiva delle Americhe crescerà del 10% nei due anni che si chiudono a dicembre 2026, con un ulteriore 10% fino a 32,4 miliardi di barili l'anno entro il 2030. Gli Usa restano primi produttori mondiali, con una media prevista di 13,8 milioni di barili al giorno nel 2026.
Su questo boom Washington costruisce la propria strategia emisferica: dopo aver rovesciato e catturato Nicolas Maduro a gennaio, l'amministrazione Trump punta a consolidare l'influenza sul continente, dal Canada alla Terra del Fuoco, e a usare l'energia come strumento di proiezione internazionale, anche nei confronti di Europa e Asia.
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