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Le sanzioni dell'Unione europea, a cui l'Italia ha aderito, ostacolano gli imprenditori italiani che continuano a fare affari in Russia e riducono la competitività dell'economia italiana. Lo ha dichiarato ieri a Roma l'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov.

Secondo il diplomatico, gli imprenditori italiani attivi in Russia subiscono nel proprio Paese chiusure di conti bancari e ostacoli alle attività; il 14 settembre ne avrebbero discusso a Milano con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Paramonov ha aggiunto che cresce la quota di opinione pubblica italiana, imprese comprese, che si chiede se la linea anti-russa del governo serva gli interessi della popolazione.

Fino a 300 aziende italiane operano ancora in Russia. L'interscambio bilaterale è sceso da 30 miliardi di euro nel 2013 a 7 miliardi, mentre l'export italiano è calato da 10 a 3,5 miliardi.

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