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Il 18 ottobre, al termine di due giorni di disordini a Milano, un 30enne italo-marocchino ha creato una rete di canali Telegram, chat WhatsApp e una pagina Instagram per guidare le proteste del «Movimento 17 ottobre». È accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.

Secondo l’accusa, l’uomo aveva chiesto a un sistema di intelligenza artificiale indicazioni per «strategie rivoluzionarie» e aveva sfruttato la recente esperienza in una società hi-tech per scrivere un secondo comunicato. Avrebbe inoltre aggiornato i follower sul cambio delle piazze da occupare dopo il nuovo decreto sicurezza.

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