In Italia è già confermata per il 2027 la tassazione all'1% sui premi di produttività dei dipendenti, misura che non richiede quindi nuovi fondi nella prossima manovra. Lo sconto rispetto all'aliquota sostitutiva ordinaria del 10% costa allo Stato oltre 1,1 miliardi. Nel 2025 i premi sono stati ricevuti da 2,24 milioni di lavoratori.
Il 2026 ha segnato l'estensione delle flat tax per i dipendenti: quella al 5% sugli aumenti versati ai lavoratori del privato in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 2024 al 2026, per chi ha un reddito entro 33mila euro, e quella al 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e di riposo e sulle indennità di turno, per un costo annuo di oltre 1,2 miliardi. L'esecutivo punta a prorogarle.
Per il 2027 l'ipotesi principale riguarda la detassazione dei giovani neoassunti, con asticella che potrebbe essere fissata a 30 anni: una sostitutiva del 5% alternativa all'Irpef del primo scaglione, senza escludere un abbattimento dell'imponibile.
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