A Wall Street il Nasdaq 100 ha bruciato a ottobre oltre 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, con gli investitori che hanno ridotto l'esposizione ai titoli legati all'intelligenza artificiale. La spesa dei grandi gruppi tecnologici statunitensi resta il sostegno principale dei listini: secondo stime di Danske Bank gli hyperscaler investiranno circa 1.200 miliardi di dollari in infrastrutture per l'AI il prossimo anno. Tecnologia e AI valgono oltre il 40% dell'S&P 500.
Le pressioni non riguardano solo gli Stati Uniti. Il rendimento del Treasury decennale, sceso di quasi 20 punti base il 22 ottobre, resta intorno al 5%; in Francia i rendimenti sono ai livelli della crisi del debito del 2012, in Giappone ai massimi da 30 anni. L'inflazione dell'area euro è al 3,8%, contro l'obiettivo del 2% della Bce, e il petrolio viaggia intorno ai 105 dollari al barile.
Jim O'Neill, ex capo economista di Goldman Sachs, avverte che i tassi elevati espongono i paesi e le imprese più fragili, mentre Sheila Bair, che ha presieduto la Fdic durante la crisi del 2008, vede analogie con quella fase e rileva il ridotto spazio fiscale dei governi.
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