La Bolivia affronta una grave carenza di carburanti e una crisi economica legata al calo delle riserve e delle esportazioni di gas naturale. Le riserve accertate ammontano ad aprile a circa 3,7 trilioni di piedi cubi e le esportazioni sono scese di quasi il 60% nell'ultimo decennio, mentre il gas copre ancora circa il 70% del mix elettrico del Paese sudamericano.
A settembre il Congresso boliviano ha approvato un prestito da 1,9 miliardi di dollari dal Fondo monetario internazionale, il cui consiglio esecutivo ha dato il via libera il 2 ottobre; l'intesa richiede tagli ai sussidi sui carburanti e alla spesa pubblica. Il governo ha già aumentato i prezzi e prevede di eliminare ulteriori sussidi alla benzina dall'inizio del prossimo anno. Il prestito dovrebbe sbloccare fino a 4 miliardi di dollari da Banca mondiale e altri finanziatori.
Le misure rischiano di far salire il costo della vita: la riduzione dei sussidi dello scorso dicembre aveva provocato proteste con richieste di dimissioni del presidente Rodrigo Paz, seguite a febbraio da nuovi disordini per la benzina di scarsa qualità e tra giugno e luglio da blocchi stradali.
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