Una «Camera arbitrale» che dichiara di risolvere le controversie secondo i principi della sharia è al centro di un esposto inviato alla Procura di Padova. Nella città veneta l'iniziativa viene presentata come un servizio di arbitrato rivolto anche a persone di fede musulmana e come «via alla giustizia islamica in Italia».
L'esposto porta la firma dell'avvocato Minutillo, di Futuro nazionale, che contesta il vincolo degli arbitri ai «principi immutabili» della sharia e l'assimilazione del provvedimento conclusivo, definito «sentenza arbitrale», agli effetti delle decisioni dell'autorità giudiziaria italiana. Alla Procura di Padova ha scritto anche l'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, secondo cui la struttura dichiara di voler trattare questioni familiari e commerciali con riferimento alla legge coranica.
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