Il banditore d'asta svizzero Simon de Pury, 75 anni, residente a Monaco, sostiene che il modello del mercato dell'arte, costruito nella seconda metà del Novecento, abbia raggiunto i suoi limiti e vada cambiato profondamente. Le sue considerazioni sono state diffuse il 10 ottobre 2026, dopo l'anteprima al Festival del cinema di Zurigo, a settembre, del documentario 'The Hammer', che lo ritrae durante le aste in diverse città del mondo.
De Pury rileva che il mercato dell'arte è rimasto estraneo alle innovazioni tecnologiche e ha alzato barriere che allontanano il pubblico; accesso e conoscenza delle opere, dice, vanno aperti a tutti. Il cambiamento, aggiunge, arriverà da chi ha competenze tecnologiche più che dagli operatori tradizionali, e tra i possibili nuovi collezionisti cita il mondo della tecnologia e quello del calcio.
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